Quando si decide di mettere in vendita casa, di solito si pensa al prezzo, alle foto, ai documenti del catasto.
Gli impianti invece passano in secondo piano, finché non arriva qualcuno che li chiede. E lì partono i guai.
Le certificazioni non sono un dettaglio burocratico: senza quei fogli, la casa rischi di non venderla. Sono documenti che il tecnico ti consegna quando mette mano all’impianto – luce, gas, acqua, riscaldamento. In quel momento ti sembra tutto a posto, li appoggi da qualche parte e finisce lì. Passano gli anni, arriva l’acquirente e… nessuno sa più dove sono.
L’acquirente li vuole vedere, l’agente immobiliare li chiede, il notaio pure. E tu, nel frattempo, ribalti casa.
Se non li trovi o non sono stati fatti, preparati: o devi far fare una nuova certificazione (con lavori annessi), oppure il compratore chiede uno sconto pesante. In certi casi il notaio mette nero su bianco che l’impianto non è garantito, e non è una bella figura.
C’è anche il rischio di sanzioni, perché solo un tecnico abilitato può rilasciare quei documenti. E quando mancano, sistemare tutto all’ultimo momento non è né rapido né economico.
In sintesi: sembra la solita scocciatura all’italiana, e in parte lo è, ma senza quei fogli non si va lontano.
La verità è semplice: se ti fai dare le certificazioni subito e le metti via come si deve, ti eviti un sacco di stress dopo.
Te lo dice uno che queste scene le vede ogni settimana.
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