Succede spesso che un figlio compra casa, ma lo fa insieme al genitore. Magari perché il padre ha liquidità, oppure perché si vuole tutelare l’anziano dandogli un tetto sicuro.
In altri casi, la casa è destinata al genitore, ma viene intestata al figlio per evitare problemi futuri. Peccato che nessuno spieghi davvero le conseguenze di certe scelte.
E quando arrivano i problemi, è tardi per tornare indietro.
Vediamo insieme i principali scenari e gli errori da evitare:
1. Intestazione a nome del figlio, ma la casa è per il genitore
Questo è un esempio classico, è il genitore che paga ma l’immobile viene intestato al figlio.
Sembra tutto semplice, ma non lo è. Se non viene fatto un atto chiaro, in caso di morte del genitore gli altri eredi possono fare causa e chiedere che venga riconosciuta una donazione indiretta.
Il figlio rischia di dover “restituire” una parte dell’immobile o di risarcire i fratelli. E le liti in famiglia non si contano.
2. Usufrutto al genitore, nuda proprietà al figlio
Questa è una soluzione molto usata. Apparentemente semplice e priva di rischi perchè l’anziano può vivere nella casa finché è in vita, ma l’immobile è già intestato al figlio.
Può andare bene, ma bisogna scrivere tutto in modo preciso nell’atto notarile.
Chi paga cosa?
Chi si occupa della manutenzione?
Se il genitore è costretto ad andare in una casa di riposo suo malgrado che succede all’usufrutto?
Inoltre, la nuda proprietà non dà diritto ad affittare o vendere senza il consenso dell’usufruttuario.
3. Comproprietà genitore-figlio
Altra ipotesi: la casa è intestata a entrambi.
Attenzione però, quando uno dei due muore, la sua quota va agli eredi.
Se non si mettono tutti d’accordo, la casa può restare bloccata per anni.
E vendere diventa molto complicato.
In più, se il genitore ha più figli, può nascere il solito problema: “Perché a lui sì e a me no?”
4. Aspetti fiscali e ISEE
Molti non lo sanno, ma queste scelte influenzano anche l’ISEE, e quindi le agevolazioni (es. per RSA, università, bonus vari).
Un genitore che risulta ancora proprietario o usufruttuario può alzare l’indicatore economico anche se non ha più reddito.
E questo può far perdere contributi o sconti.
5. Serve chiarezza fin dall’inizio
Il consiglio è semplice: meglio mettere tutto nero su bianco con l’aiuto di un notaio e di un buon consulente.
Il mio lavoro, da agente, è anche questo: farvi riflettere prima e non sistemare i danni dopo.
Ogni famiglia è diversa.
Ogni scelta ha effetti che vanno oltre la compravendita.
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Porto San Giorgio li 19/07/2025
392/1327360